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«Etna, terra madre di grandi vini» Dagli imprenditori Alberto Tasca d'Almerita e Alessio Planeta all'enologo Carlo Casavecchia la qualità del territorio mette tutti d'accordoE’ l’hobby preferito dagli investitori quello di fregiarsi del marchio “Etna Doc”. Investitori dalle molte facce: Mick Hucknall, cantante leader dei Simply Red, che possiede vigneti a Sant’Alfio. Mentre a Passopisciaro c’è Andrea Franchetti, storico vigneron di Siena che produce i suoi vini rossi. Ed appena qualche chilometro più il là, vi è una delle tante tenute di Marc De Grazia , imprenditore di Firenze. Vicino la frazione di Solicchiata ha già impiantato il suo vigneto anche Rosario Messina, l’imprenditore siciliano della Brianza, famoso in tutto il mondo per la produzione di poltrone e divani del marchio Flou. E poi le aziende tradizionali della Sicilia. Qual è l’elemento calamitante?
“E’ una terra con un’energia particolare” - esordisce Alberto Tasca d’Almerita - “è un’oasi incantata ai piedi dell’Etna, dove la sabbia nera vulcanica si fonde con il verde della vegetazione prossima alle Gole dell’Alcantara. Questa è la Sicilia etnea, terra madre di grandi vini e sicuri successi. Una zona che, insieme al Piemonte e alla Borgogna, è da sempre ritenuta terra di massima vocazione per la viticoltura e per la produzione di vini longevi”. La proprietà si trova a 750 metri di altitudine in mezzo a un bosco di castagni. Il terreno ricade nella zona vinicola Etna Doc, luogo particolare e unico, che il vulcano rende particolarmente fertile, caratterizzato da piccoli appezzamenti dove il comune denominatore è l’altissima qualità.
C’è chi vede nell’aziende etnee un fiore all’occhiello della comunicazione. Infatti Carlo Casavecchia, Direttore generale ed enologo della storica casa vinicola Duca di Salaparuta tende a precisare: “ Il nostro obiettivo è comunicare la Sicilia in quanto regione ad alta vocazione vitivinicola nella quale il nostro marchio, da quasi due secoli, ricerca e lavora nel sentiero della qualità e della vera espressione del territorio. Spero siano finiti i tempi dei vini “piacioni”, senza identità ed a volte troppo concentrati e sgarbati.
La decisione della casa vinicola di investire in questa zona nasce da lontano, da sempre infatti Duca di Salaparuta studia e valorizza i vitigni autoctoni proprio dove questi ultimi esprimono i loro picchi qualitativi.
Chi fa della cultura e della tradizione un filone vincente è Planeta. Definiscono l’investimento “l’ ultimo tassello del nostro viaggio alla ricerca delle zone che meglio rappresentano la tradizione enologica siciliana. Il via da a Sambuca e poi Menfi dove oggi abbiamo due cantine. Seconda tappa Vittoria, terra del Frappato e Nero d´Avola. L’ultima non poteva che essere l'Etna con la volontà di produrre un grande bianco dell'Etna ed in questa direzione ci siamo mossi piantando del Carricante ed una piccola quantità di altri vitigni. Così come fino ad oggi abbiamo ritenuto fondamentale ed agito nel rispetto totale dell'ambiente, delle tradizioni e del territorio in cui ci siamo insediati a Sambuca, Menfi, Vittoria e Noto dove infatti abbiamo costruito in una cantina ultramoderna ma invisibile perfettamente integrata nel territorio, anche a Castiglione di Sicilia sull'Etna - l'azienda si chiama Sciaranuova - proseguiremo nello stesso senso di ecosostenibilità e li nei prossimi mesi ristruttureremo il fabbricato esistente ". Pubblicato il 17 ottobre 2008 Leggi tutti gli articoli sull'argomento
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