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Rettore, corsa a cinque di Gianluca RealeA sorpresa una cinquina di candidati per la massima carica dell’Ateneo di Catania, nella tornata elettorale in cui l’uscente Recca punta al secondo mandato, che grazie alle modifiche allo Statuto durerà un anno in più. Gli studenti non hanno gradito l’anticipazione del voto Un po’ a sorpresa sono cinque i candidati alla poltrona più alta dell’Ateneo, in quella che, secondo molti, dovrebbe essere la tornata elettorale che incoronerà di nuovo il rettore uscente Antonino Recca per un secondo mandato stavolta di quattro anni e non più tre, viste le recenti modifiche apportate dal Senato accademico allo Statuto d’Ateneo.
E invece, proprio negli ultimi giorni sono spuntate un po’ come funghi quattro nuove candidature, visto che quella del rettore erà già nota dal suo messaggio di fine anno, consegnato alle pagine locali de La Sicilia. A sfidare Recca, tre uomini e una donna. Il primo a scendere in campo è stato Vincenzo Albanese, ordinario di Neurochirurgia alla facoltà di Medicina; poi Zaira Dato Toscano, ordinario di Composizione architettonica alla facoltà di Architettura, quindi Antonio Licata, ordinario di Chirurgia generale alla facoltà di Medicina, e infine, in “zona Cesarini”, si è aggiunta la candidatura di Carmelo Strano, filosofo e ordinario di Estetica alla facoltà di Architettura. Una quaterna di sfidanti piuttosto particolare, se consideriamo che due sono professori di Medicina e gli altri due di Architettura. Naturalmente si guarda con maggiore attenzione a quanto consenso potranno ricevere i due docenti di Medicina, facoltà con un grande peso specifico nell’elezione del rettore. Ecco dunque i “magnifici” cinque di una corsa che, se non nel numero delle candidature, ha decisamente toni meno accesi della precedente tornata elettorale, quella del 2006, che vide vincere Recca al secondo turno dopo l’“accordo” con Antonio Pioletti. Sono tempi lontani ormai e molti equilibri “politici” nell’Ateneo sono cambiati. E nei mesi che hanno preceduto il voto, non c’è stato grande dibattito nell’Ateneo, essendo da dicembre nota solo la ricandidatura di Recca. I nuovi aspiranti “magnifici”, sono dunque catapultati in una campagna elettorale breve e concitata, visto che le loro candidature sono state presentate a pochi giorni dalla scadenza del termine (il 2 aprile) e tenuto conto che si voterà il 27 aprile, anticipando di sei mesi la normale cadenza del voto. Così ha infatti deciso il decano, assecondando la volontà dell’amministrazione centrale dell’ateneo. Un anticipo che non è piaciuto a quattro dei cinque senatori accademici - Massimo Cavaleri (La Fenice), Andrea Fichera (Ares), Armando Greco (Trinacria), Riccardo Vella (Atlantide) - che hanno firmato una nota congiunta: «Niente di strano che la posizione assunta dalla rappresentanza studentesca in seno al Senato accademico - affermano - diverga da quella intrapresa dal resto della componente dell’organo di governo dell’Ateneo. Così come largamente previsto, si è avverato l’anticipo dell’indizione delle elezioni del Rettore, attuata mediante opportuna modifica del Regolamento Generale d’Ateneo che ha visto l’astensione dei soli studenti, comportando un ulteriore indebolimento del ruolo dello studente, sempre meno considerato l’attore principale verso il quale debba indirizzarsi qualunque linea politica e programmatica che nel virtuosismo pluricitato intenda ancora focalizzare la propria reale attenzione sulla Didattica, Ricerca e Diritto allo studio. Il frenetico anticipo delle elezioni - concludono i senatori accademici - non fa altro che strozzare il costruttivo confronto democratico da noi auspicato nel tentativo di porre in essere la condivisione, al di là del candidato Rettore, dei programmi e degli indirizzi che determineranno le sorti del nostro Ateneo per il quadriennio a venire». Insomma, troppo poco tempo per confrontarsi. E certo non ce n’è molto, con la Pasqua di mezzo, per i candidati. Ci saranno cinque confronti pubblici nelle facoltà (vedi calendario in alto) con tutti e cinque i candidati. Si comincia il 17 aprile. Nella precedente tornata elettorale gli incontri furono 12, uno in ciascuna facoltà, anche allora concentrati nei quindici giorni precedenti il voto. Quanto possano contare questi confronti in cui ogni candidato espone il proprio programma è un dato non conosciuto. Tutti sanno come il “voto d’opinione” sia relativo, più contano invece le visite nei dipartimenti, i colloqui con i rappresentanti del personale tecnico e amministrativo, i contatti personali, i messaggi fatti circolare nella grande mailing list d’Ateneo, talvolta persino le “benedizioni” delle segreterie politiche. Comunque sia, la tornata elettorale presenta diverse novità, che dovrebbero renderla più partecipativa rispetto al passato. Innanzitutto l’elettorato attivo spetterà a tutti i docenti (inclusi i ricercatori non confermati); conta di più - come aveva promesso Recca nella precedente campagna elettorale - il personale tecnico e amministrativo il cui voto è ponderato in misura pari al 10% del numero dei docenti aventi diritto. Per quanto riguarda gli studenti, sono scomparsi i grandi elettori (la cui designazione metteva in moto tutta la macchina elettorale dell’Ateneo), mentre hanno diritto di voto tutti i rappresentanti degli studenti negli organi collegiali di ateneo e di facoltà e anche gli studenti candidati primi dei non eletti, appartenenti alle due liste più votate, a patto che abbiano mantenuto lo stesso status di studente posseduto al momento delle elezioni delle rappresentanze studentesche. Insomma la componente studentesca potrà avere la possibilità di avere un peso maggiore che in passato. Scrutinio in tempo reale dalle 18.30 del 27 aprile su http://pitagora.unict.it/elezioni Pubblicato il 23 aprile 2009 |