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Il dono della legalitā di RedazioneIntervista a Antonio Presti, presidente di Fiumara d'Arte, sul progetto didattico sulla Costituzione italiana: «La Costituzione Italiana è la carta di identità del nostro Paese e i giovani che sono il futuro di domani non possono non conoscerla come merita. Ecco perché ho voluto sottoporla a loro come valore di Bellezza» Per l’anno scolastico 2009/2010 la Fondazione Fiumara d’Arte ha deciso di proporre un progetto didattico sulla Costituzione Italiana. Si tratta di una tema importante. Qual è la ragione che l’ha spinta a sceglierlo?
«Innanzitutto quel che ho voluto sviluppare è il tema sì della Costituzione ma affrontato in modo tale da evidenziarne la Bellezza. La nostra Carta Costituzionale è bella e mi fa piacere che i giovani possano apprezzarla e studiarla non come qualcosa di asettico, ma come un codice di legalità capace di indirizzare ogni cittadino nei vari settori della vita di tutti i giorni. Ma c’è un’altra ragione».
Quale?
«La società moderna pare abbia perso una sua identità, è come se avesse dimenticato i valori per i quali i nostri padri hanno lottato. I giovani di oggi sembra non abbiamo punti di riferimento importanti ai quali ispirarsi. Più che mai in questo momento il mondo ha bisogno di testimonianza di un impegno per un valore di educazione alla solidarietà e alla cittadinanza. I ragazzi devono essere sostenuti, aiutati e nutriti in modo concreto. La Costituzione Italiana è la carta di identità del nostro Paese e i giovani che sono il futuro di domani non possono non conoscerla come merita. Ecco perché ho voluto sottoporla a loro come valore di Bellezza».
Quale pensa possa essere il messaggio che arriva dal dono di 500 bandiere realizzate dagli studenti delle scuole della città che sventoleranno sui pali della luce dell’asse dei servizi?
«E’ un messaggio forte, di cittadinanza, di voglia di legalità. È un invito esplicito alla riflessione. Non c’è niente di più bello del dono, un dono fatto col cuore e la consapevolezza del messaggio che trasmette. Chiunque passerà dall’asse dei servizi si domanderà chi ha creato quelle bandiere. E quando saprà che le hanno dipinte i giovani di Catania si emozionerà, si sentirà parte integrante di un progetto, potrà riflettere sul significato alto che quelle bandiere esprimono. È un modo per restituire ai cittadini un forte senso civico e di responsabilità».
Lei spesso parla di dono e bellezza. Ma cosa è per lei il dono?
«Prima di tutto è una necessità. Col tempo e dopo tante esperienze ho capito che ci sono uomini nati per prendere e uomini nati per donare. Quello mio è un donare civile, laico. Il mio è un donare cultura, un donare coscienza, un donare strumenti di libertà».
Lo scorso anno lei ha lavorato esclusivamente con le scuole di Librino, quest’anno ha deciso di allargare il suo progetto anche agli studenti di Catania. Perché?
«Il tema della Costituzione Italiana non ha confini o delimitazioni. E poi credo che Librino non debba essere autoreferenziale rispetto a se stesso, deve accogliere la città e la città deve accogliere Librino. Sono parte di una stessa Catania. Librino ha ricevuto un grande dono con La Porta della Bellezza, ora è capace di donare a sua volta. Tutti gli studenti che hanno lavorato a questo progetto hanno avuto la possibilità di sentirsi uniti, c'è stato fra di loro un forte senso di aggregazione e di condivisione. Gli studenti hanno espresso la voglia e il diritto di essere cittadini in egual misura».
Qual è il segreto del successo del suo lavoro?
«L’onestà e l’amore che metto in tutto quello che faccio. Per trent’anni ho dovuto affrontare battaglie per affermare il valore della Bellezza. Ho vinto un’importante lotta politica e culturale per il rispetto del lavoro svolto a Fiumara d’Arte. Ho sempre continuato a perseguire il concetto della Bellezza come valore di Impegno. Io non mi fermo a guardare quello che è stato, ma lavoro per continuare a gridare al mondo quello che sarò».
Qual è il suo prossimo progetto?
«Continuerò a lavorare per Librino. La prima opera del museo Terz’occhio Meridiani di Luce è stata inaugurata lo scorso anno. La Porta della Bellezza oggi è una realtà, è una grande opera già diventata meta turistica. Ma il progetto continua. Dopo la Porta ci sarà il museo dell’immagine. 70 artisti visuali lavoreranno per creare un grande archivio fotografico e sociale di oltre 30.000 persone di Librino e anche di Catania. Insieme realizzeremo, anche grazie alla partecipazione del fotoreporter di fama internazionale Reza, un museo visitabile la notte, dall’imbrunire all’alba. Ancora una volta Librino sarà protagonista. Il mio lavoro continua, il mio è un futuro che continuerà a trovare nella Bellezza il suo nutrimento».
Pubblicato il 18 maggio 2010 Leggi tutti gli articoli sull'argomento
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