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Catania - Codacons e Cia insieme da oggi per il rispetto dei diritti dei Siciliani "bloccati" a tutti i livelli dallo sciopero dei trasporti in vigore da ieri, 16 gennaio 2012. CATANIA/ CODACONS e CIA (Confederazione Italiani Agricoltori) insieme da oggi per il rispetto dei diritti dei Siciliani "bloccati" a tutti i livelli dallo sciopero dei trasporti in vigore da ieri, 16 gennaio 2012.
Lo sciopero e il conseguente blocco impediscono la circolazione non solo delle merci ma anche dellle persone e sta creando notevoli difficoltà allo spostamento dei cittadini, ottenendo nei fatti l’effetto di penalizzare ulteriormente la Sicilia, la sua fragile economia e in particolare la commercializzazione dei prodotti agricoli siciliani.
“Se i prodotti agricoli siciliani non potranno attraversare lo Stretto, i mercati e la Grande Distribuzione del resto d’Italia e dell’Estero si rivolgeranno ad altri fornitori, non solo per il periodo dello sciopero, ma anche successivamente, con il rischio di non voler più contrattare merce proveniente dalla Sicilia, i danni potrebbero diventare incalcolabili” – afferma Francesco Costanzo, presidente provinciale della CIA di Catania – “Non si discute la libertà dei trasportatori di scioperare e fermare i loro mezzi, ma quando nei fatti si impedisce la circolazione degli altri mezzi si violano le libertà e i legittimi interessi di altri operatori economici, gli altri trasportatori, i commercianti e gli agricoltori ai quali è impedito di far partire i loro prodotti.”
Il CODACONS, che in via teorica appoggia le motivazioni di base di chi promuove lo sciopero, data la situazione di reale disagio in cui la regione Siciliana versa ormai da tempo, disapprova i metodi di attuazione della protesta, che ledono le libertà e i diritti dei siciliani, arrecando loro un danno ulteriore invece di agevolarli e procurare miglioramenti nelle condizioni generali di vita degli stessi.
Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del CODACONS, chiede dunque alle Procure della Repubblica siciliane di intervenire per il reato di blocco stradale e di permettere a tutti i siciliani di riprendere le normali attività lavorative e commerciali, nell'interesse dell'economia già in ginocchio dell'Isola.
Tanasi annuncia inoltre l'avvio di una class action per richiedere la copertura dei danni causati a persone e atttività commerciali da chi promuove e persegue nel blocco delle strade, dei mezzi e delle persone.
"Ci sono arrivate già diverse segnalazioni - spiega Tanasi - da parte di persone che sono stata bloccate mentre si trovavano su pullman o auto private e che non hanno potuto così raggiungere il posto di lavoro, il medico etc. Chiunque abbia subito o subirà in questi giorni violazioni della libertà personale come queste, potrà rivolgersi a dilloatanasi@gmail.com per aderire alla class action per il risarcimento dei danni materiali e morali".
18 gennaio 2012 |