La Rassegna e il suo calendario sono stati presentati alla stampa e alla città, stamani, alla sala Proserpina di Palazzo Chiaramonte dal sindaco, Rino Agnello, dall’assessore alla Cultura, Claudia Cozzo e dallo staff di Narrazioni d’Amore. La mediateca comunale, che negli ultimi anni si è conquistata un grosso pubblico per la qualità degli eventi che ha proposto, riapre alla città con un calendario ricco di prestigiosi avvenimenti di caratura internazionale che spaziano dalla musica alla letteratura passando per la danza e lo spettacolo. Da Roberto Vecchioni alla scrittrice e regista Evelina Santangelo, a Margherita Badalà che propone il suo laboratorio di Taranta, alla danza africana, alla Cerimonia del caffè etiope “Buna” con ricostruzione del set tradizionale a cura di un rappresentante della comunità etiope di Torino solo per citare alcuni degli eventi. Si tratta di 18 appuntamenti e tre laboratori che saranno realizzati quasi tutti a LaCasadiGiufà e qualcuno al Teatro Garibaldi, che il Comune di Enna offre alla città. Gli eventi, infatti, così come i laboratori sono tutti gratuiti. E se, come gli altri anni, ogni serata sarà accompagnata dalla degustazione di un cibo e di un vino che si riallacciano alle origini geografiche dell’artista che si esibisce, una novità è rappresentata dalla collaborazione avviata con l’Istituto Alberghiero e con l’Onav. Gli allievi dell’Alberghiero, nella preparazione dei cibi che saranno offerti nel corso delle serate, potranno così anche sperimentare sul campo gli scambi etnico-culturali-gastronomici mentre l’Onav metterà a disposizione il proprio patrimonio di conoscenza per guidare i partecipanti nel “viaggio” nel mondo della degustazione di bianchi e rossi.
Il “Viaggio” di Narrazioni d’Amore parte questo anno dalla Croazia il 22 gennaio prossimo, con GUSTAFI, il miglior gruppo croato che ha già al suo attivo 10 album e più di 1100 concerti dal vivo. I Gustafi sono allo stesso tempo una tipica espressione della musica croata e il prodotto più completo della musica del mondo.
I concerti dei Gustafi offrono commistioni musicali apparentemente impossibili ma di grande effetto.
Il Comune di Enna, dunque, presenta anche quest’anno un progetto unico nel suo genere che ha come tema conduttore l’Amore in tutte le sue declinazioni. Dopo il successo delle scorse edizioni, la rassegna è partita nel 2008 in coincidenza con la riapertura della mediateca comunale, e dopo avere attraversato i temi dell’incontro con le altre culture, le variazioni sul tema dell’altro, quest’anno Narrazioni parte per un lungo viaggio per attraversare così, guidati da musicisti ed intellettuali, il mondo dell’arte. Il progetto, con la sua riconosciuta valenza sociale e culturale fornisce strumenti conoscitivi e critici per guidare ad una migliore consapevolezza delle proprie emozioni. Un percorso, dunque, di educazione alla creatività, ma anche di educazione psicoaffettiva, al fine di favorire la presa di contatto con se stessi e con la propria identità
Narrazioni d’amore è un percorso d’Amore per rintracciare nei miti, nella letteratura e nell’arte, esempi dei diversi modi di amare, i cui tratti fondamentali ne rivelano nello stesso tempo l’universalità a prescindere dal luogo e dal tempo, nell’eterna dialettica tra eros e thanatos.
“ Abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere la Rassegna forti del consenso che abbiamo ricevuto nel corso degli anni e certi che il rilancio della città, che abbiamo già avviato, passa proprio dalla cultura – dice il sindaco Rino Agnello – Con Narrazioni d’Amore il Comune ha centrato due grandi obiettivi. Proporre un cartellone di eccezionale livello che i cittadini fruiscono gratuitamente e aggregare la gente attorno un progetto di rilancio della città. Lo scorso anno centinaia di persone, giovani, famiglie anche di fuori Enna, hanno affollato la mediateca per assistere agli spettacoli, stare assieme, scambiarsi opinioni su temi di interesse generale, commuoversi, gioire, divertirsi. L’idea è quella di fare cultura senza annoiare e gli eventi che la Casadigiufà propone, tutti di respiro ultra nazionale, sempre accompagnati da degustazioni enologiche e gastronomiche hanno permesso e permetteranno agli ennesi di “viaggiare” per lungo e per largo passando piacevoli ore in compagnia e assistendo a spettacoli che in qualche caso si terranno solo ad Enna”.
“ Narrazioni d’amore ha ricevuto il plauso e il consenso di tutti, giovani e adulti – dice l’assessore alla Cultura, Claudia Cozzo – Abbiamo garantito agli ennesi, negli ultimi tre anni e mentre come Amministrazione affrontavamo grossissimi problemi dal punto di vista economico-finanziario, sempre un cartellone di Narrazioni d’amore all'’altezza delle grandi città. Quest’anno, terza edizione al termine di una difficile fase legata al dissesto finanziario, Narrazioni coincide con il rilancio della città verso una rinascita di tutti i settori. Abbiamo sempre sostenuto che la cultura è una risorsa e non un appesantimento della spesa pubblica, come qualcuno pensa. Un popolo è libero quanto più conosce e conosce quanto più riesce ad investire in cultura come investimento in civiltà”
Programma
Musica
casadigiufà, venerdì 22 gennaio ore 20.30
Gustafi
Croazia
Il gruppo ha già al suo attivo 10 album e più di 1100 concerti dal vivo. I Gustafi sono allo stesso tempo una tipica espressione della musica croata e il prodotto più completo della musica del mondo.
I concerti di quello che si può definire il miglior gruppo croato degli ultimi anni si basano su commistioni musicali apparentemente impossibili ma di grande effetto.
Musica
casadigiufà, sabato 30 gennaio ore 20.30
Custodio Castelo
Portogallo
Custodio Castelo, compositore, musicista di grande talento, è unanimemente ritenuto uno dei più grandi solisti al mondo di chitarra portoghese e il vero erede del grande Carlos Paredes. In 20 anni di carriera questo maestro della chitarra portoghese, considerato dalla critica internazionale l’ “Astor Piazzola” del fado, ha inciso album con grandi artisti quali Amalia Rodrigures, Mariza, Misia, Jorge Fernando, A Filetta, Tim Ries (Rolling Stones Project), Ana Moura, Camané, Cristina Branco, Argentina Santos.
MUSICA
casadigiufà, venerdì 5 febbraio ore 20.30
FRANCESCO BUZZURRO
L’Esploratore
Un viaggio tra le culture dentro un grande transatlantico come quelli dei primi del Novecento all’interno del quale s’intrecciano storie di vita, si mescolano razze, suoni e colori, si crea un collante tra gli uomini di diverse razze e culture. È tutto questo “L’Esploratore”, il quarto lavoro musicale del chitarrista famoso in tutto il mondo per il suo talento. Francesco Buzzurro, come un esploratore, appunto, attinge alle sonorità folk, siano esse jazz, afro-americane o etniche pure, per un percorso per il mondo attraverso le note di Libertango,
o ancora Hava Nagila e brani originale come Yi Dance un pezzo cinese per Pipa di circa 2000 anni fa. Il traguardo è fatto di uomini in comunicazione tra loro con l’unica forma di limpida gioia: la musica.
CIBI LUOGHI CULTURE
casadigiufà, giovedì 11 febbraio ore 16.00
Il mondo a tavola, riti, cerimonie e precetti
Ed. Einaudi, 2007
con
Vittorio Castellani aka Chef Kumalé
giornalista free lance e “gastronomade” insaziabile
Officina Gastronomica Multietnica
Come mangiano gli altri? Quali regole, abitudini e tabù osservano? L'universo alimentare è forse una delle strade più piacevoli per entrare in contatto con gli altri. La curiosità spinge Vittorio Castellani a conoscere le norme che regolano l'alimentazione nelle diverse culture; tra riti, credenze e cerimonie a comprendere le dinamiche dell'esotizzazione del gusto, in occidente, tra cucina etnica, fusion e world food; a scoprire i precetti alimentari nelle religioni del vicino ed estremo oriente; a sondare il rapporto tra la medicina e i tabù alimentari. Senza dimenticare una piccola ma significativa sezione di ricette dal mondo:
buone da mangiare o buone da sapere.
CIBI LUOGHI CULTURE
casadigiufà, venerdì 12 febbraio ore 20.30
COFFEE ROOTS
Viaggio alle radici del caffè
Ed. Gribaudo, 2006
con
Vittorio Castellani aka Chef Kumalé
giornalista free lance e “gastronomade” insaziabile
e Mumy Tribe,
rappresentante della comunità etiope di Torino
Reportage foto-giornalistico
Cerimonia del caffè etiope “Buna” con ricostruzione del set tradizionale
a cura di un rappresentante della comunità etiope di Torino
Dall’Africa all’Asia. Dall’Europa ai Balcani. Dal Medio Oriente al Sud Est Asiatico. Un sottile ma vibrante filo rosso unisce tutti questi luoghi e ne segna la memoria Come una magia che si ripete: il caffè. Attraverso un viaggio alla scoperta delle radici della “nera bevanda” nasce un libro come Coffee Roots. Una raccolta di un antico patrimonio, fatto di rituali, tradizioni, leggende in cui il caffè è il protagonista assoluto, intorno al quale si possono ritrovare i volti del mondo.
MUSICA
casadigiufà, sabato 20 febbraio ore 20.30
FILIPPO PARTERNÒ
Quod Sicilia placuit
Guerre, serenate, partenze. Il nuovo progetto musicale del cantautore gangitano Filippo Paternò, intitolato Quod Sicilia Placuit, è una rielaborazione sonora che segna l’incontro tra l’oralità dialettale e le forme musicali più rappresentative del Mediterraneo. Tema centrale del lavoro è il brano “Quod Sicilia Placuit”, che riprende la storica espressione “Quod siculis placuit sola Sperlinga negavit” coniata al tempo dei Vespri siciliani durante i quali la città di Sperlinga fu la sola a difendere i francesi dalle ire dei siciliani. La Sicilia di Paternò è un’oasi alla quale approdano viaggiatori e conquistatori di ogni terra.
CANZONE D’AUTORE ITALIANA
casadigiufà, sabato 27 febbraio ore 20.30
ROBERTO VECCHIONI
Il Contastorie
Viaggio tra testi letterari e musica
La poesia viaggia lungo un fiume di note che il “professore” Roberto Vecchioni ha imparato a cavalcare e a dominare. Lui è uno che la scrittura la corteggia e la fa sua con piglio passionale. Ama riscrivere le fiabe, rileggere i personaggi storici, cantare la vita. Il Contastorie sale sul palco e rapisce il pubblico dentro il suo mondo di rime e musica, ripercorrendo i tanti viaggi fatti fra la gente e i colori del mondo. Un reading, uno show-case in cui il cantautore milanese racconta e si racconta, dando spazio alle sue invenzioni, alle emozioni, alla vita di un “viaggiatore” per conto della musica.
TEATRO
casadigiufà, sabato 6 marzo ore 20.30
DAVIDE ENIA
maggio ‘43
Ci fu una guerra che tutti studiamo, di cui si parla e ci fanno anche dei film al cinematografo. E poi ce n’è n’àutra di guerra, più nascosta, intima, umanissima, che rivive nei racconti dei vecchi: racconti assurdi, mozzafiato, avvincenti e dolorosi. Perché quelli erano tempi cupi, in cui era necessario ingegnarsi per riuscire a sopravvivere.
Tempi malati e bugiardi. Assomigliano ad oggi. La storia di Maggio ’43 la vera storia della famiglia dell’attore palermitano Davide Enia. Lui la racconta in prima persona, mettendosi nei panni di un ragazzino di 12 anni che vive un’odissea: «sfollati a Terrasini, un paesuzzo a 35 chilometri da Palermo – racconta lo stesso Enia – ogni giorno i màsculi a fare avanti e narré c’u treno per Palermo a controllare le case e a cercare pìccioli, le fìmmine chiantàte a Terrasini a cercare qualcosa mangiare e ad aggiustare scarpe e vestiti».
LETTERATURA
casadigiufà, venerdì 12 marzo ore 20.30
GABRIELLA KURUVILLA
presenta
È la vita dolcezza
Baldini Castoldi & Dalai 2008
Ricordi, malinconie, sogni, rabbie, desideri. Di uomini e donne, neri e meticci. Tanti luoghi, molti volti, il medesimo filo conduttore: sentirsi stranieri o stranieri a metà, in lotta per uscire da un limbo, nella difficoltà di affermare la propria unicità. Un mosaico di storie in cui confluiscono dolcezza e durezza, riflessività e impulsività.
Una donna lascia l’India per raggiungere l’Italia, ma non trova nessuno zio ad aspettarla e risponde all’annuncio «Cerco badante, giovane e asiatica». Il figlio di una coppia mista separata vive il disagio dell’adolescenza e ricerca la sua identità. Una ragazza, indossati sari e sandali, scende in strada e insulta la Barbie, bianca e bionda, rivale in amore. Il sogno di una casa a Trivandrum si arena in un quadro, nel ricordo di un padre che ascoltava Bob Dylan e tifava per l’Inter. Una bambina che sta imparando l’italiano sbaglia sempre le doppie e si esercita copiando le parole su pezzetti di carta. Punita dal nonno per aver scritto «puttana», finirà da grande per vendere il suo corpo.
Ma è la vita, dolcezza
CANZONE D’AUTORE ITALIANA
casadigiufà, 18-19-20 marzo
KABALLÀ
Note di poesia
Master
Le canzoni d’autore: testo, musica, interpretazione.
Viaggio nella canzone d’autore italiana. Storia, riferimenti culturali, stili e linguaggi creativi. Un master di tre giorni sulla scrittura di testi poetici musicali, con ascolti e prove pratiche. Poesia e canzone: specificità di genere. La musica e il testo. Le fonti di ispirazione. Lo stile, la struttura, la forma della canzone e la sua dinamica. Le regole del testo. In cattedra siede uno dei più stimati autori della musica italiana contemporanea, Kaballà, nome d’arte di Giuseppe Rinaldi. La sua personalità esuberante coinvolgerà gli allievi in un viaggio dentro la musica delle parole che non lesinerà consigli pratici e racconti di vita di chi lavora ogni giorno a contatto con le produzioni musicali più prestigiose d’Italia (e non solo). Il master sarà aperto a un massimo di trenta allievi e verrà condotto per tre giorni consecutivi, con sezioni da otto ore al dì. L’esperienza verrà sancita da una serata-concerto dell’artista catanese.
CANZONE D’AUTORE ITALIANA
casadigiufà, sabato 20 marzo ore 20.30
KABALLÀ
Viaggio immaginario
nella Sicilia della memoria
Reading e set acustico
Lo spettacolo dell’eclettico musicista siciliano Kaballà, in duetto con il chitarrista Massimo Germini, rappresenta una contaminazione fra note e parole, un modo singolare di coniugare musica, poesia e letteratura. Un lavoro che espande i confini del concerto verso i territori del teatro, raccontando una Sicilia sempre protagonista, prepotente, dolce, aspra e sapiente. Tra le sue canzoni, riarrangiate in modo essenziale e raffinato, Kaballà rilegge brani di poesia e prosa di grandi scrittori siciliani che lo hanno ispirato - da Sciascia a Pirandello, da Consolo a Brancati – narrando di una terra, un popolo, un modus vivendi, dove la canzone popolare diventa presupposto per un viaggio immaginario sul filo della memoria.
Aprirà il concerto
la proiezione del videoclip
Vuccuzza di ciuri
rivisitazione in lingua siciliana della celebre Bocca di rosa di De Andrè,
firmata dal cantautore Mario Incudine
NARRAZIONI
casadigiufà, venerdì 26 marzo ore 20.30
Lasciami, ignoranza dei Congedi
Performance – lettura di Franco La Cecla
in scena
Franco La Cecla ( voce accorata)
Oreste Valente (attore)
Gianni Gebbia (sax)
Giorgia Meli (voce cantante)
Diego Spitaleri (piano)
musiche di Lucio Battisti, Caterina Caselli,
Gloria Gaynor, Leonard Cohen, Fred Bongusto, Mina
Lasciami è uno spettacolo straziante comico tragico sulla barbarie che circola intorno ai nostri modi di chiudere le storie d’amore. L’autore dello spettacolo e del libro omonimo Lasciami, ignoranza dei congedi (Ponte alle Grazie) pensa che in nessun momento la nostra società è così barbara come nei congedi d’amore.
Il rito dell’abbandono richiede una competenza che non è solo individuale, naturalmente, ma che dovrebbe coinvolgere anche la società, il consesso degli amici. Il mondo occidentale non ha creato questi riti: le coppie che si separano devono elaborare il loro lutto in solitudine, vengono lasciate nel loro dolore che genera crudeltà, vendetta, rancore. Uno dei compiti dell’antropologia, dice l’autore di questo libro, potrebbe essere proprio quello
di aiutarci a vedere a che punto di ridicolo e di tragico siamo arrivati. E di formulare un galateo degli addii che distingua i cordogli dai passaggi, i lutti da morte da quelli di piccole resurrezioni necessarie.
CABARET
casadigiufà, venerdì 9 aprile ore 20.30
CABARETNICO!
Comici da tutto il mondo
(Comici del laboratorio
Zelig “Strangers in the night”)
Comicità e narrazione
Nato come laboratorio Zelig di “contaminazioni multi-etniche”, lo spettacolo Cabaretnico propone un cabaret fatto da personaggi che arrivano da ogni parte del mondo, si incontrano, interagiscono sul palco dando vita ad una vera e propria Babilonia del cabaret. Un gruppo di attori stranieri, formatisi artisticamente al laboratorio di Zelig, riflette in modo ironico su schemi e pregiudizi con cui italiani e stranieri si guardano reciprocamente.
I protagonisti raccontano sul palco la vita di personaggi che arrivano da ogni parte del mondo, si incontrano, interagiscono sul palco dando vita ad una vera e propria “Babilonia del cabaret”. Il gruppo riesce a trasformare il cabaret in un luogo di confronto e divertimento multiculturale. Si ride per la drammatizzazione di “dogmi” diversi (in fondo comuni alle varie culture). E come non parlare dell’Italia vista dagli occhi di un immigrato,
i nostri vizi, le nostre virtù, le innumerevoli incongruenze del nostro vivere italico?
Alla serata parteciperà anche Alfredo Minutoli, di Zelig Arci,
che interpreta il personaggio del leghista Galbiati.
Per i partecipanti sarà possibile avviare momenti di confronto con i personaggi e apprendere come, attraverso questa modalità particolare di narrazione, si può far riflettere sul grande tema degli “sguardi reciproci” tra italiani e migranti.
MUSICA
casadigiufà, sabato 17 aprile ore 20.30
MARIO INCUDINE
feat MARIO VENUTI
con la partecipazione di YOUSIF JARALLA
ANIME MIGRANTI
Parole di cartone
C’è sempre una spiaggia sull’orizzonte dei migranti, siano questi magrebini, siciliani, zingari o pellegrini. In ogni angolo del mondo chi si allontana dalla propria casa ha gli occhi intrisi di polvere e il cuore colmo di speranza disperata. Il nuovo progetto musicale di Mario Incudine prende avvio da Salina, il brano con
cui ha vinto il Festival della nuova canzone siciliana, e si arricchisce di collaborazioni d’eccezione come il pianista Salvatore Bonafede, il cantautore Edoardo De Angelis, l’attore Alessandro Haber, la firma di Lello Analfino, la voce di Anita Vitale, il carisma di Kaballà, le parole di Erri De Luca recitate da Nino Frassica e l’eleganza di Mario Venuti per dare respiro alle trame di vite alla continua ricerca di una terra. Ospiti della serata lo stesso Venuti
e il narratore iracheno Yousif Jaralla, testimone diretto del viaggio delle “anime migranti”.
NARRAZIONI
casadigiufà, sabato 24 aprile, ore 20.30
Cercate l'Angkar. Il terrore dei Khmer rossi
raccontato da un sopravvissuto cambogiano
Cambogia
intervista di Diego Siragusa
testimonianza di Nguon Tho Bovannrith
frammenti del film Oro Splendente. Ritorno in Cambogia
di Giovanni Donfrancesco
Bovannrith Tho Nguon è laureato in medicina e chirurgia all'università di Pisa. Quando nel 1975 i khmer rossi imposero a tutti con la forza di cercare l'angkar (il partito), Tho era ancora un adolescente. Con gli occhi di un ragazzo ha registrato ed oggi racconta le violenze subite da lui e dalla sua famiglia, costretti ad abbandonare la propria casa per andare a lavorare nelle piantagioni di riso e di juta. Tho vide morire quasi tutti i suoi familiari
ed assistette ad avvenimenti atroci fino alla fuga in Thailandia e all'arrivo in Italia dove attualmente vive. Grazie al suo coraggio e alla volontà di fornire un documento utile in special modo alle generazioni future, è riuscito insieme a Siragusa ad esternare fatti in parte sepolti nella propria memoria.
LETTERATURA
casadigiufà, 30 aprile ore 20.30
Dall’adolescenza all’emigrazione
incontro con
EVELINA SANTANGELO
SENZATERRA
Einaudi 2008
«Se vuoi restare, te ne devi andare»
Senzaterra è il primo romanzo in cui la scrittrice Evelina Santangelo affronta in modo diretto il rapporto con la sua terra, la Sicilia. «È un libro che mi è costato moltissimo sul piano affettivo, emotivo - confida lei stessa - mentre lo scrivevo, sentivo che ogni passaggio aveva a che fare con le mie scelte di vita apparentemente inconciliabili:
da una parte la mia formazione e il mio lavoro fuori dai confini dell’Isola, dall’altra il cordone ombelicale mai reciso con questa terra». «Se vuoi restare, te ne devi andare» è una frase chiave del testo: è il sentimento di chi sa che nella propria terra bisogna riconoscersi, magari prendendo le distanze da tutto ciò che sembra umiliare l’idea stessa di cittadinanza, e «che fa di alcuni di noi “ospiti” in casa propria», spiega la stessa Santangelo.
«Ospiti che devono starsene quieti al loro posto e accontentarsi», dice il padre del protagonista della storia.
CIBI LUOGHI CULTURE
casadigiufà, venerdì 14 maggio ore 20.30
Onav e casadigiufà
Versi diVini & Vini diVersi
Concerto e degustazione guidata
con la partecipazione straordinaria di
PEPPE VOLTARELLI
Intervengono
Totò Cammarata, docente di chimica (Agrigento)
Giovanni Marletta, agronomo e consulente vitivinicolo (Enna)
Gianni Giardina, enologo e maestro assaggiatore (Palermo)
Gregorio Calì, agronomo e maestro assaggiatore (Catania)
Tommaso Scavuzzo, delegato Onav (Enna)
Un viaggio per l’Italia attraverso le diverse sfumature del succo delle viti, assaporato per le sue peculiarità, la sua storia, le caratteristiche, gli scritti poetici e le canzoni dedicate al vino. Relazioni e comparazioni su diverse tipologie di vini italiani con esperti e docenti. Una guida alla degustazione e lettura di versi poetici a esaltare il frutto preferito di Bacco.
MUSICA
teatro comunale
venerdì 21 maggio
Funduq al Mughannîn
l’auberge des chanteurs
ITALIA – FRANCIA – BELGIO – TUNISIA
artisti tra jazz e musiche del mondo:
Pierre Vaiana - sax soprano, direction artistique (Belgique)
Zohra Lajnef – canto (Tunisie)
Oriana Civile – canto (Italie)
Mario Incudine – canto e corde (Italie)
Salvatore Bonafede – piano (Italie)
Luca Lo Bianco – contrabbasso (Italie)
Omar Adela - percussioni (Tunisie)
Saif Maayoufi - fiati etnici e ney (Tunisie)
Nidhal Jaoua - qanun (Tunisie)
Questo spettacolo nasce dal progetto Funduq, héritage, recherches et création, dell’associazione Talia di Bruxelles (Belgio), con la collaborazione del Dipartimento Aglaia di Studi greci, latini e musicali dell’università di Palermo, del Centre des Musiques Arabes et Méditerranéennes di Sidi Bou Saïd (Tunisia) e dell’associazione Limma di Constantine (Algeria), sotto il patrocinio della Fondazione euromediterranea “Anna Lindh” per il dialogo fra le culture.
Il funduq (in arabo) designa un’istituzione che, nel corso dei secoli sin dalla Grecia antica (il pandocheion), è esistita nel mondo mediterraneo come luogo di incontro tra viaggiatori e commercianti di tutte le culture. I funduq sono la testimonianza di un’eredità mediterranea, feconda di incontri e di dialoghi al di là delle differenze culturali.
NARRAZIONI
casadigiufà, venerdì 4 giugno ore 20.30
SENTO, DUNQUE SONO
performance di Giovanni Fontana
È così che si può, con Giovanni Fontana, assicurare che la poesia non solo è con la voce e nella voce, ma dietro la voce, all’interno del proprio corpo, da dove vengono dominati il canto, i sospiri, i soffi, gli ansiti e tutto ciò che, al di qua e al di là del dire, è segnale dell’inesprimibile, coscienza primordiale dell’esistenza. Giovanni Fontana parla in questo senso di poesia dilatata. (Paul Zumthor)
DANZA
Data da destinarsi
teatro comunale
HULAN
Mongolia
Zund
Un viaggio al femminile tra la cultura e le arti della mongolia, uno spettacolo poetico, ma con un ritmo incalzante che vede alternarsi musiche, canti, danze ed un numero di contorsionismo, capace di coinvolgere i pubblici più diversi, trasportandoli in un sogno che evoca la bellezza delle atmosfere orientali.
DANZA
teatro comunale
Data da destinarsi
ore 20.30
SOGNI da Akira Kurosawa
Regia e ideazione Davide Ferrari
Tadashi Endo danza butoh
Davide Ferrari musica butoh , immagini
con la partecipazione del gruppo KyoShinDo ai tamburi taiko giapponesi
Danza e musica Butoh , uno spettacolo liberamente tratto e ispirato dal film Sogni del maestro Akira Kurosawa. Lirismo e drammaticità, visioni e allucinazioni , simboli del percorso individuale dell’uomo, messi in scena nel modo spoglio ed estremo del butoh, un espressione performativa giapponese nata negli anni ’50, sviluppata da Hijikata , ispirata dalla danza espressionista europea ampliandone gli orizzonti e da scrittori come Yukio Mishima, Antonin Artaud, Jean Genet. Dopo i trionfi mondiali (dall'Argentina alla Francia,
da Israele all'Inghilterra).
DANZA
casadigiufà
I balli tradizionali del Sud Italia
Ballettu ( Sicilia), Pizzica Pizzica (Puglia), Sonu ‘a ballo (Calabria)
CORSO di TARANTE
con Margherita Badalà
Le Tarante,s catenate, vibranti e sensuali rappresentano l’identità solare del sud nella musica e nella danza, la freschezza di una sapienza naturale piena di ritmo, dell’incontro tra l’uomo e la donna in una dimensione dionisiaca liberatoria. La riproposizione delle danze secondo i principi coreutici e cinetici tradizionali ha lo scopo di creare un”ponte”con la cultura “naturale” per scoprirne i segreti del più profondo divertimento e i principi benefici
e rivitalizzanti. Dalla tradizione all’interpretazione soggettiva perché
la tradizione possa continuare ad essere “tradita”.
DANZA
casadigiufà
Il ritorno alle origini
LABORATORIO di DANZA BUTOH
con Valentina Samonà
La danza Butoh, nata in Giappone alla fine degli anni Cinquanta, accolta e metabolizzata dall’occidente negli anni Ottanta, non si annulla nello stereotipo di una tecnica tramandata e tramandabile, ma vive una sempre nuova epifania nell’esperienza individuale di ciascun danzatore i cui esiti, formalmente indefinibili, mutano dall’intervento performativo, improvvisativi, fino all’estremo meccanismo coreografico.
Il laboratorio, condotto da Valentina Samonà, avrà come tema la creazione, intesa come passaggio dallo stato del non essere (il nulla) allo stato dell’essere, dell’apparire (la nascita della vita nella terra), metafora del teatro e dell’espressione artistica propria dell’attore/danzatore. Esploreremo il regno minerale, vegetale, animale, non arrivando ancora all’uomo.
RITMI
casadigiufà
LE RADICI DEL SUONO
Musica e danza dell’Africa Occidentale
laboratorio con Giusy Agozzino e Cristian Spallino
Un viaggio nella tradizione dell’antico Impero Mande, ricca di suoni, danze, rituali
che appartengono a diverse etnie e culture. Dai ritmi della cultura orale del djembe (tamburo Malinke legato ai rituali socio-religiosi) con l’accompagnamento dei tamburi bassi doundoumbè, sangban e kenkeni sino ad approdare alla danza e ai balletti tradizionali africani. Studio della tecnica di base di ogni singolo strumento, la storia e l’evoluzione nella musica contemporanea.